“Io sono la via, la verità e la vita.”

Nove parole. È possibile trasmettere insegnamenti immensi e comprensibili a chiunque con una frase di soltanto nove parole? Evidentemente sì.

Se sei Gesù Cristo, puoi farlo.

In effetti, secondo Dostoievski, la prova dell’esistenza di Dio sarebbe proprio questa.

Secondo il grande scrittore russo, infatti, nessuna intelligenza umana sarebbe in grado di fare una cosa del genere, di esprimere in poche semplici parole i significati abissali contenuti nel versetto che affronteremo in questo video.

In questo video cercheremo di comprendere il significato psicologico e spirituale di uno dei versetti più potenti del Vangelo.

“Io sono la verità”. La guarigione spirituale passa attraverso l’Essere

Vediamo l’apertura del versetto.

Perché Gesù non dice io conosco la verità? Oppure io vi svelerò la verità ma dice io sono la verità?

Dice io sono perché le verità che guariscono riguardano unicamente l’essere, sono per l’essere e si trasmettono attraverso l’essere.

Cerchiamo di capire cosa vuol dire tutto questo in senso pratico.

Ad esempio, nel campo della genitorialità: ciò che un genitore trasmette ai propri figli non è ciò che dà, non è ciò che spiega o ciò che impartisce, ma ciò che è.

Le parole che il genitore dice al figlio non rimangono dentro.

Ciò che entra e non esce, ciò che davvero viene interiorizzato è l’esempio, è l’essere stesso del genitore.

Alla luce di questa consapevolezza comprendiamo che il dono più grande che un genitore può offrire al figlio è quello di prendersi cura di se stesso, cura intesa come cura del profondo.

Pensiamo ad esempio a percorsi che liberino da nuclei di bipolarismo, seppure accennati magari, o comunque distorsioni paranoiche o problemi di rabbia proiettiva.

Fintanto che un genitore non dissolve tali demoni dentro di sé, non potrà non trasmetterli ai figli, generando in loro profonda infelicità.

Lo stesso principio è centrale in psicoterapia, nel mio lavoro, dove il paziente guarisce non tanto perché comprende dei concetti, ma piuttosto quando riesce a interiorizzare lo stato di coscienza emanato da un maestro spiritualmente più avanzato di lui.

E certo, a volte anche le parole possono aiutare, ma solamente se provengono direttamente dall’essere.

Le parole superficiali provenienti dalla personalità invece cadono giustamente nell’oblio, poiché in realtà non sono altro che vanità, distrazione e rumore di fondo.

“Io sono la via”. Un viaggio alla scoperta della nostra vera identità

Veniamo ora al secondo punto. Perché Gesù dice io sono la via?

Gesù dice io sono la via perché le verità alle quali si riferisce hanno sempre l’effetto di farci ripartire, di metterci in moto. Ci chiamano ad uscire dalla nostra noiosa zona di comfort e a intraprendere un percorso verso la scoperta di ciò che siamo davvero, al di là del nostro spaventato io temporale.

Con l’immagine “Vi farò pescatori d’uomini”, Gesù sta palesando l’importanza di uscire dal nostro stagno personale. Il pesciolino nel suo stagno ci sta bene, perché come ogni altro animale vive nell’uno, vive ancora nell’essere.

Ma l’uomo è stato provvisoriamente separato dall’Essere allo scopo di poterlo osservare e prenderne coscienza. Un po’ come un astronauta che per vedere il pianeta Terra deve andare nello spazio.

È bello che egli veda la Terra dall’alto come una grande sfera, è bello che possa scattare delle foto, studiarla, capirla. Ma poi per trasmettere le sue esperienze, per non morire, per dare significato al suo viaggio, deve tornare da dove è venuto.

La via di Gesù è la via del ritorno al Padre, è la via del ricordo di sé, come direbbe Gurdjieff.

L’essere umano dunque, a differenza del pesce e di qualsiasi altro animale, non possiede un’essenza a priori, poiché la sua essenza è quella del via andante.

Dopo aver lottato nella prima parte della propria vita per diventare qualcuno, l’uomo per non ammalarsi ha bisogno, nel mezzo del cammino della sua vita, di tornare indietro, di dissolvere attraverso l’amore per il prossimo ciò che aveva pensato di essere.

Deve cioè intraprendere un percorso che conduce alla disidentificazione dal proprio piccolo ego mortale, separato e spaventato.

Su questa via, l’uomo in guarigione ricorda di essere consapevolezza senza forma, senza giudizio e senza età. Ricorda di non essere i propri pensieri o le proprie emozioni, ma il pastore dei pensieri e delle emozioni.

La coscienza cristica è dunque via del ritorno alla consapevolezza, via della guarigione, via del ritorno all’uno, via di amore e via di vita eterna.

Cos’è la verità? Verità scientifica vs verità spirituale

Abbiamo visto dunque perché Gesù dice io sono e perché dice io sono la via. Ora andiamo a capire quando parla di verità cosa intende.

Cos’è la verità per un maestro elevatissimo del calibro di Gesù? Di certo non si tratta della verità intesa in senso ordinario, né tantomeno la verità intesa in senso scientifico.

La verità di cui parla Gesù è descritta dal contesto stesso del versetto: “Io sono la via, la verità e la vita”. Si tratta dunque di una verità che viene dall’essere per mostrarci una via di vita.

Facciamo un esempio.

Una verità ordinaria, come il fatto di sapere che quella tale banca può offrirmi un mutuo con un certo interesse, può farmi fare un passo avanti nell’acquisto della casa, ma tale verità non mi consente di fare il minimo passo avanti nella via che conduce alla liberazione dal mio falso sé.

Conoscere una verità scientifica, come ad esempio che un corpo mantiene il proprio stato di quiete o di moto rettilineo uniforme finché non interviene una forza esterna a modificarlo, mi è utile per muovermi ingegnosamente nel mondo concreto, ma anche qui non mi consente di muovermi neanche di un passo nel mondo spirituale.

Non mi libera dall’angoscia, non mi libera dal vuoto, dalla solitudine, dalla paura della morte.

Non mi aiuta a ricordare chi sono veramente.

Al contrario, se riesco a vedere, se riesco a far luce sul fatto che nel mio mondo interiore sono oppresso da un giudice severo e ingiusto e vedendolo riesco almeno in parte a dissolverlo, ecco che adesso sì ho fatto un piccolo passo verso la pace dell’essere.

Ma facciamo ancora un altro esempio di verità intesa in senso spirituale. Se mi accorgo che tanta parte di ciò che fino ad oggi ho pensato di essere è un falso sé che ho creato nella speranza di essere amato dagli altri, ecco che ho fatto un altro passo sulla via della guarigione.

Matrix e il significato spirituale e terapeutico della verità

Per approfondire il concetto di verità inteso nella sua accezione esoterica e spirituale, pensiamo al magnifico film Matrix.

C’è una scena in cui Neo si reca dall’oracolo per accedere a un livello superiore di consapevolezza. L’oracolo gli rivela una verità, gli rivela che lui non è l’eletto.

Da un punto di vista ordinario questa affermazione è falsa, perché nel film Neo effettivamente è l’eletto. Da un punto di vista spirituale invece è vera, perché quelle parole sono necessarie affinché Neo possa intraprendere la via che lo porterà a divenire ciò che veramente è, ovvero l’eletto.

L’etichetta diagnostica e la trappola del falso sé

Ed è interessante notare che in alcuni casi la verità ordinaria è esattamente il contrario della verità spirituale.

In tal senso possiamo comprendere il limite di certi approcci clinici fondati sulla diagnosi.

Una diagnosi può essere vera da un punto di vista statistico, clinico, psichiatrico, perché descrive un fenomeno e lo colloca dentro a una certa classificazione.

Ma da un punto di vista spirituale quella stessa verità è una menzogna.

Quando una persona viene identificata col proprio sintomo, infatti, viene allontanata dalla possibilità di contattare ciò che è al di là dei suoi traumi.

Abbiamo capito che la verità intesa in senso spirituale è una via che ci consente di raggiungere la consapevolezza di ciò che siamo veramente. Ma l’etichetta diagnostica, invece di favorire un’evoluzione, rischia di imprigionare la persona all’interno di una falsa identità.

E forse anche per questo che in The Matrix Resurrections, film che a molti non è piaciuto ma che io ho apprezzato molto, il creatore di Matrix è proprio uno psicoanalista, qualcuno che utilizza le proprie conoscenze non per liberare, ma per bloccare le persone dentro un’identità illusoria.

“Io sono la vita”. Psicoterapia spirituale e ritorno alla vita vera

Veniamo ora all’ultimo punto. Perché Gesù dice io sono la vita?

Abbiamo visto finora come le verità dell’essere portino l’uomo sulla via del ritorno al padre. Ora spieghiamo perché il ritorno al padre è vita.

Perché l’essere cristico incarnato da Gesù è in grado di trasmettere all’uomo delle verità che lo mettono in cammino verso l’identificazione con quella parte di sé che è immortale.

E forse il compito più profondo della psicoterapia spirituale è proprio questo: aiutarci a distinguere ciò che siamo da ciò che abbiamo creduto di essere. E riportarci passo dopo passo verso la vita vera.

“Beato colui che crede senza aver visto i miracoli.” I miracoli in psicoterapia sono le guarigioni, ma le guarigioni sono una via per giungere alla verità della vita eterna.

Questo io sono, questo esserci è una via, è un varco che conduce verso la verità della vita eterna.

L’essere ti accompagna in un viaggio che conduce oltre la separazione, là dove non esiste più il mio e il tuo, là dove nulla ha senso se non amare il prossimo come se stessi, là dove le personalità storiche impaurite e mortali si dissolvono nella luce dell’essere immortale che non ha una forma, ma permette a tutte le forme di danzarci giocosamente davanti agli occhi.

Vi ricordo che sono disponibile ad effettuare consulenze psicologiche sia online che dal vivo e che è possibile partecipare a gruppi di evoluzione interiore qui nel mio studio a Roma Prati, prenotando tramite un messaggio WhatsApp al numero 392 65 60 624.

Grazie per l’ascolto, ti auguro una buona giornata.