L’importanza (e la difficoltà) di trovare lo psicoterapeuta giusto

Trovare uno psicologo o uno psicoterapeuta che faccia davvero al caso proprio può essere un percorso difficile e, a tratti, frustrante.

Succede spesso quando si cerca un professionista con una specializzazione precisa o un approccio terapeutico (come la Gestalt, l’analisi junghiana o la psicoterapia esistenziale) in sintonia con i propri valori e bisogni.

Se si vive in una piccola città o in un paese – dove l’offerta è per forza di cose limitate – le possibilità di scelta diminuiscono ancora di più.

Per non parlare dei casi in cui ci si trova all’estero, fuori dai confini italiani, lontani dalla propria lingua e cultura.

In tutte queste situazioni, spesso, purtroppo ci si deve accontentare di quel che si trova: un terapeuta disponibile nelle vicinanze di casa o del luogo di lavoro, magari con un approccio poco affine al proprio sentire, o con poca esperienza nel tipo di problematica che si desidera affrontare, che si tratti di ansia, stress, disturbi psicosomatici o difficoltà relazionali.

Accontentarsi, però, non significa risolvere, anzi.

Spesso può rallentare se non compromettere del tutto l’efficacia del percorso terapeutico.

La forza della terapia, infatti, sta soprattutto nella particolare relazione che si instaura tra paziente e terapeuta.

Si tratta di una vera e propria alleanza, fatta di fiducia, ascolto profondo e riconoscimento reciproco, che consente di lavorare insieme per raggiungere un maggior benessere psicologico.

Quando la sintonia necessaria manca — perché il professionista scelto non è quello giusto per noi — è facile sentirsi incompresi, poco motivati, o addirittura delusi dall’esperienza terapeutica.

In altri casi, può capitare addirittura che si decida di rimandare l’inizio di un percorso di terapia o addirittura di rinunciare del tutto.

Nel frattempo, però, il disagio può crescere, radicarsi ancora più a fondo e interferire in modo significativo con la qualità della vita quotidiana, con le relazioni e con il lavoro.

Confini geografici e linguistici in terapia

“Nel mio paese c’è soltanto un terapeuta e ci va già mia moglie”
“Vivo all’estero, vorrei fare terapia ma non c’è nessuno che parli italiano”

“Nella mia zona nessuno lavora con l’orientamento che mi interessa.”

Frasi come queste sono sempre più comuni tra chi sente il bisogno di un aiuto psicologico, ma si scontra con i limiti oggettivi del territorio in cui vive.

Il contesto italiano, infatti, è ricco di piccole realtà, paesi, borghi, province in cui spesso è presente un solo terapeuta — se non nessuno.

Quando ci si trova in questa situazione, l’unica possibilità residua è rivolgersi al professionista disponibile, anche se non è specializzato nell’area che ci interessa, o se — come succede più spesso di quanto si pensi — ha già in carico un nostro familiare, un amico, un collega.

Una situazione che può essere fonte di notevole imbarazzo oltre che di difficoltà ad aprirsi serenamente, come si farebbe in un contesto di maggior riservatezza.

Per chi vive all’estero, il problema è molto simile.

Molti italiani trasferitisi per motivi di lavoro, studio o scelta personale, raccontano di sentirsi bloccati. Pur avvertendo il bisogno di un sostegno psicologico, non trovano un professionista che parli la loro lingua madre.

Questo non è un aspetto trascurabile, quando si tratta di affrontare vissuti personali, traumi o paure intime.

Anche se si è ormai fluenti in inglese o nella lingua del paese ospitante — raccontarsi davvero, senza filtri, toccando temi così profondi, è tutt’altra cosa. Le emozioni più complesse, i ricordi d’infanzia, le sfumature del proprio vissuto interiore spesso possono essere espressi solo attraverso le parole della propria lingua madre.

Ma il codice linguistico non è l’unica barriera in questo caso.

Anche il retroterra culturale rappresenta un punto di riferimento non trascurabile.

Per quanto competente e formato, un terapeuta che non conosce il contesto culturale italiano rischia di non cogliere sfumature decisive: il modo in cui ci si relaziona con i genitori, il senso del dovere derivato da un certo tipo di educazione, il peso del giudizio altrui, la relazione con il corpo…

È proprio in contesti come questi che la terapia online si rivela una risorsa estremamente preziosa e utile.

La libertà di scegliere con la terapia online

La psicoterapia online abbatte i confini geografici e linguistici, restituendo alla persona la possibilità della scelta.

Al giorno d’oggi, infatti, è sufficiente avere accesso a una connessione internet e a un dispositivo dotato di webcam – che si tratti di uno smartphone, di un tablet o di un pc – per mettersi in contatto con un professionista della salute mentale, psicologo o psicoterapeuta, ovunque ci si trovi, in Italia come all’estero.

La tecnologia, spesso additata come una delle cause dell’odierno isolamento, dell’alienazione contemporanea e dell’ansia da prestazione, in questo caso ci mostra il suo lato benefico, trasformandosi in uno strumento di relazione e di cura autentica.

Attraverso di essa, infatti, possiamo costruire uno spazio di incontro al di fuori dello spazio fisico, in cui paziente e terapeuta possano costruire insieme una relazione di ascolto, fiducia e trasformazione, senza che la distanza rappresenti un ostacolo.

Ciò che conta, infatti, non è la stanza in cui ci si trova, i quadri alle pareti, l’arredamento rassicurante, con le due poltrone una di fronte all’altra.

Quello che fa davvero la differenza è la qualità della presenza, dell’ascolto, dello scambio umano che può avvenire, con grande efficacia e immediatezza, anche attraverso uno schermo.

La psicoterapia online non deve essere vista come una scorciatoia o un ripiego né tantomeno come una versione semplificata del lavoro terapeutico.

È piuttosto, come dimostrano studi e ricerche, un modo per accedere a un percorso di cura flessibile, personalizzato e profondo, che mette al centro le esigenze reali della persona.

Un modo più democratico, che apre le porte della psicoterapia a chi, per ragioni geografiche, lavorative, familiari o linguistiche, non avrebbe altrimenti la possibilità di intraprendere un percorso spesso necessario.

La terapia online rende possibile ciò che per molti era inaccessibile: scegliere il terapeuta giusto, nel momento giusto, ovunque ci si trovi, senza rinunce o compromessi.

Perché la possibilità di stare meglio non dovrebbe dipendere da dove si vive, da che lingua si parla, o da quante opzioni si hanno nel proprio quartiere.
Dovrebbe dipendere soltanto da una cosa: il desiderio di prendersi cura di sé.