Salve a tutti, sono il dottor Simone Ordine, psicologo clinico e psicoterapeuta.

In questo video parleremo del sogno premonitore:

dobbiamo considerarlo un semplice scherzo della mente, una vana illusione oppure esso contiene in sé una verità profonda, una chiamata esistenziale da non trascurare?

Per quanto mi riguarda, nel mio lavoro di psicoterapeuta attribuisco una grande importanza all’interpretazione dei sogni, per cui all’interno di una seduta chiedo sempre al paziente se nell’intervallo tra un incontro e un altro abbia fatto per caso un sogno che ricordi.

Molte persone mi riferiscono di aver sognato degli episodi – mettiamo la morte di un genitore, un tradimento, un cambio di vita – che poi qualche tempo dopo si verificano, si concretizzano realmente.

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Il sogno premonitore: cosa significa?

Come possiamo interpretare questo tipo di fenomeni?

Ebbene diciamo subito che tanto la pratica clinica quotidiana quanto la letteratura psicoanalitica sull’argomento ci confermano che il sogno premonitore può essere spiegato grazie al fatto che la persona, all’interno della dimensione onirica, è in grado di contattare delle verità che risiedono all’interno del proprio mondo interiore e che però per diverse ragioni rimangono precluse all’io, alla parte consapevole e cosciente della mente.

Non è un caso che Freud, il padre della psicoanalisi, era solito affermare che il sogno costituisce una finestra sull’inconscio.

A questo punto la domanda fondamentale é: come mai dentro di me ci sono delle verità così importanti alla quale la mia parte consapevole non può avere un così facile accesso?

Innanzitutto, cominciamo a considerare che il nostro mondo interiore contiene in sé delle incredibili potenzialità che rimangono completamente precluse al nostro piccolo io, a quella parte cosciente di noi con cui la maggior parte delle persone si identifica.

La nostra era felicità è data dal poter contattare questo sé profondo attraverso la terapia, attraverso i sogni, attraverso tante strade che possiamo trovare nella nostra vita. Possiamo immaginarlo anche come il Dio che è in noi.

Non a caso nel Vangelo colui che avvisa Giuseppe e cerca di indicargli la strada giusta per fa sì che il bambin Gesù possa essere salvato dalle truppe di Erode che vuole ucciderlo sia un Angelo, che appare in sogno.

Dobbiamo pensare all’Angelo come voce del nostro sé profondo, come quel segnale, quell’indicazione che viene dalle funzioni superiori della nostra mente.

In qualche modo voglio dirvi che ogni volta che sogniamo c’è sempre un Angelo che ci sta parlando, c’è sempre un messaggio che proviene dal Creatore dei Sogni come diceva Yalom, da qualcuno che può vedere più lontano del nostro piccolo Io.

E quindi è molto importante ascoltare quella voce.

Il sogno premonitore rivela verità che cambiano il mondo

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Ora ci tengo molto a farti capire che ciò di cui ti sto parlando non è una suggestione, non è una teoria astratta ma è qualcosa che ha cambiato e continua a cambiare concretamente la vita dell’uomo su questo pianeta.

In pochi forse sanno che moltissime tappe evolutive della storia dell’anno sono avvenute ogni volta che una persona ha saputo ascoltare la voce dell’Angelo, ha saputo contattare il dio che è in noi, il sé profondo attraverso il varco onirico.

Ad esempio la tavola periodica: Mendeleev ha cercato di comporla durante tutto il corso della sua vita e non è mai riuscito. Alla fine la sogna e proprio in sogno riesce a mettere insieme gli elementi.

Immaginiamo la filosofia moderna che è iniziata con Cartesio che vedeva le proprie teorie in sogno e poi le trascriveva.

La teoria della relatività di Einstein, che ha cambiato tutto.

Einstein ha sognato di correre uno slittino incontro a uno specchio e questa immagine nella sua mente geniale poi è servita per fare quel clic che gli ha consentito di arrivare alla formula della relatività.

Ma immaginiamo anche Google, i suoi algoritmi principali sono stati visti durante un sogno.

Quindi vediamo come il nostro mondo interiore contiene in sé una ricchezza infinita e ognuno di noi ha in sé questa grande ricchezza.

E ogni notte, quando possiamo chiudere gli occhi, possiamo paradossalmente vedere più in là.

Scendere nel profondo di noi per vedere più in là

I greci che avevano questa grandissima cultura e intelligenza avevano identificato questo fenomeno e incarnato nell’immagine di Tiresia, il veggente cieco che non avendo più gli occhi però poteva vedere più lontano degli altri e prevedere il futuro,

Ma moltissimi maestri spirituali ci spiegano come nella tranquillità e nel silenzio della mente possiamo guardare più in là, possiamo ascoltare il nostro mondo interiore e accedere a verità più profonde.

Yogananda ci parla di questo in “Autobiografia di uno Yogi”.

Tante volte lui spiega, cerchiamo di capire le cose attraverso i ragionamenti, attraverso il pensiero e facciamo fatica a prendere una decisione, a vedere con chiarezza le cose.

Ciò di cui abbiamo bisogno non è pensare tanto o ragionare moltissimo ma poter trovare quella pace.

Possiamo chiudere gli occhi, possiamo rallentare, possiamo fare quel silenzio mentale attraverso il quale ascoltare la voce più potente dell’intuizione che veramente può darci una direzione, come fa l’Angelo con Giuseppe.

Vorrei soffermarmi ancora un momento sull’immagine dell’Angelo che salva un bambino.

Ma il bambino è anche l’archetipo junghiano del puer che indica la novità, la generatività, il futuro.

Solamente ascoltando la voce del nostro mondo interiore possiamo non uccidere il futuro, possiamo preservare quell’elemento di generatività in ognuno di noi e nell’umanità intera.

Ma poi l’angelo salva Gesù Bambino e quindi il Dio che è in noi. Per non uccidere il Dio che è in noi ovvero queste potenzialità enormi che risiedono in ognuno di noi, dobbiamo poter ascoltare la voce dell’Angelo ovvero del nostro mondo interiore che ci parla anche e soprattutto attraverso il sogno.

Il sogno premonitore fa riemergere elementi mentali oscurati dai nostri meccanismi di difesa

Un’altra importante dinamica più squisitamente psicoanalitica per cui il nostro io non è in grado di contattare determinate verità se non attraverso il varco onirico ha a che vedere con il processo per cui determinati contenuti mentali mi sono preclusi a livello cosciente perché potrebbero travolgere la struttura del mio io.

Quindi il sé nella sua interezza in qualche modo decide di non farmi vedere, di oscurare determinati elementi mentali ai quali non sono pronto, in modo tale da poterli elaborare nel tempo, da poterli digerire e far sì che poi quando dovrò affrontarli nel futuro non debbano travolgermi.

Quindi, rifacendomi agli esempi che abbiamo vitato prima, posso comincaire a intuire che ho un genitore anziano, che non ha ancora molto tempo da vivere ma non sono ancora pronto per contattare direttamente questa verità che potrebbe sconvolgermi.

Allora i miei sistemi di difesa negano, rimuovono, scindono questo tipo di ideazione e poi il Creatore di Sogni fa in modo che attraverso il sogno io possa elaborare per gradi questo evento, in modo tale da potermi preparare.

Lo stesso si ha anche negli altri esempi.

Magari in ambito amoroso io sento che il partner si sta allontanando, avverto che c’è la possibilità di un tradimento e questa possibilità la elaboro per gradi attraverso i sogni in modo che quando dovrò confrontarmi con questa realtà, io non ne sia travolto.

Il sogno premonitore finestra sull’inconscio

Alla luce di tali dinamiche vediamo bene quindi come il sogno premonitore piuttosto che metterci in contatto con degli elementi che sono posti lì lontano da qualche parte nel futuro, rappresenti piuttosto un mezzo in grado di immettere all’interno della sfera dell’io consapevole delle verità che sono già presenti ora nel mio sé profondo. Tali verità possono rigurdare a volte il futuro ma ripeto sono già presenti nel mio inconscio.

Quindi per concludere abbiamo compreso quanto si importante ascoltare con rispetto i nostri sogni che possiamo interpretare come la voce di quell’angelo che è in grado di farci entrare in contatto con il nostor mondo interiore e di rivelarci delle verità che possono davvero cambiarci la vita.

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