La voce dell’Ego e l’inconsapevolezza profonda

Dentro di noi si fa sentire una voce, che dice:

“Devi dimostrare di essere migliore degli altri”

oppure “Siamo tutti soli. La vita è una lotta”

o ancora “Seduci, manipola, controlla, ottieni ciò che vuoi”

È naturalmente la voce dell’Ego, il nostro Falso Sé spaventato, paranoico e aggressivo, assetato di riconoscimento, nato dai momenti traumatici che abbiamo dovuto attraversare e dalla falsa convinzione da essa generata di essere separati dagli altri e dal mondo.

La sua voce non è sempre urlata. Talvolta è sussurrata, insinuante, vestita di buone ragioni. Quando siamo identificati con lei, non la mettiamo nemmeno in dubbio, ci sembra la nostra voce, il nostro pensiero, la realtà.

E così viviamo mossi dalla competizione, dal bisogno di essere visti, dalla paura di essere meno, come se non ci fosse alternativa.

Quello appena descritto è l’assetto mentale denominato dal maestro spirituale Ekhart Tolle come inconsapevolezza profonda.

Tale assetto mentale che rispecchia purtroppo la maggioranza delle persone ordinarie è la vera origine di qualsiasi disagio mentale.

La depressione, la mancata gestione della rabbia, le dipendenze, le difficoltà affettive nascono in ultima analisi dall’identificazione con il proprio ego.

A Beautiful Mind, una mente brillante preda delle allucinazioni

C’è un famosissimo film con Russel Crowe come attore protagonista che ci mostra una tecnica mentale davvero potente per liberarci da questo falso sé. Il film in questione si chiama A Beautiful Mind ed è la vera storia del matematico John Nash.

Un genio, un premio nobel in fisica, capace di visioni incredibili ma anche di visioni che non erano reali.

Fin da giovane, Nash vede tre figure che per lui sono persone in carne ed ossa: Charles, un compagno di stanza affidabile e ironico; Mercy, la sua nipotina, una bambina dolce che non cresce mai e Parker, un agente segreto dall’aria minacciosa che lo coinvolge in missioni per salvare il paese.

All’inizio Nash crede ciecamente a queste presenze, parla con loro, prende decisioni sulla base di ciò che dicono. Rischia la vita, ferisce le persone che lo amano perché per lui non sono allucinazioni.

Sono la realtà.

Esattamente come noi quando crediamo ciecamente alle storie dell’Ego. Siamo convinti che quei pensieri siano veri e agiamo di conseguenza, creando dolore per noi e per chi ci sta vicino.

I discorsi dell’Ego non invecchiano mai: come riconoscere gli automatismi mentali

Ma a un certo punto qualcosa cambia.

La mente di Nash allenata a vedere schemi e connessioni, nota una discrepanza: Mercy non invecchia.

Inizia a sospettare che ciò che vede non sia reale e lentamente, dolorosamente, impara a distinguere tra realtà e allucinazione. Questo è esattamente ciò che accade sul cammino interiore.

L’iniziato – iniziato vuol dire qualcuno che inizia a prendere consapevolezza – lavorando su di sé, a mano a mano sviluppa la capacità di vedere l’Ego in quanto tale.

Proprio come accade a Nash, vede che i discorsi dell’Ego non invecchiano mai ovvero non hanno una loro evoluzione, sono sempre gli stessi, ridondanti, come un disco rotto.

Questo insight porta a comprendere che tali istanze interiori non sono dei veri pensieri, ma automatismi mentali, invasivi e parassitari.

Questo è l’inizio del risveglio.

L’iniziato comincia a distinguere l’Ego dal proprio vero Sé, comincia a riconoscere le frasi, i trucchi, le maschere del proprio Corpo di Dolore. E in quel momento, non è ancora Illuminato nel senso mitico del termine, ovvero non ha dissolto ancora completamente il proprio Ego.

Ma qualcosa di fondamentale è avvenuto: un click interiore.

Non ci crede più, è sorto in lui il terzo occhio, l’osservatore non giudicante della mente.

Osservare la mente per raggiungere la libertà spirituale

Tale movimento permette che si crei una distanza tra ciò che noi veramente siamo, ovvero la nostra consapevolezza (l’osservatore interiore) e le diverse illusioni prodotte dalla nostra mente, che mente.

In questa distanza tra la consapevolezza e l’Ego si crea uno spazio di pace e di libertà. Quando questo spazio si riduce a nulla, precipitiamo nel grado zero di libertà spirituale poiché ci identifichiamo completamente con la voce nella nostra testa.

Proprio come Nash prima della sua guarigione, siamo burattini nelle mani delle nostre paranoie.

Accettare l’Ego come parte di noi stessi, diversa dalla nostra Vera Essenza

La parte più bella del film è il finale: anni dopo, Nash cammina nei corridoi dell’università e loro sono ancora lì, Charles, Mercy, Parker, gli passano accanto, lo guardano.

Lui li vede, ma non li segue. Non ci parla, non si ferma.

Forse sorride appena e continua per la sua strada.

Così possiamo fare anche noi con l’Ego. Non si tratta di cancellarlo con forza, ma di riconoscerlo e lasciarlo essere, senza dargli il timone della nostra vita. Possiamo vederlo e sorridergli come si fa con un vecchio amico, che racconta sempre le stesse storie.

Possiamo dirgli “ti vedo, so chi sei, ma oggi non mi farò guidare da te”

La libertà non è non avere più un Ego, ma non essere più prigionieri della sua voce. Possiamo accettare l’Ego come una parte di noi, ma non come la nostra essenza.

Per esempio, se avessi dissolto del tutto l’Ego, non potrei divertirmi a giocare a Risiko con gli amici. Vincere o perdere non avrebbe alcun senso.

Lo stesso vale per tante piccole soddisfazioni: una gara sportiva, un complimento ricevuto, l’acquisto di un oggetto che mi piace.

Senza Ego, tutto questo perderebbe completamente di significato.

Ma non è un problema, posso giocare con il mio Ego proprio come mi immedesimo nel personaggio di un film.

Quando guardo un film so benissimo che l’attore sta recitando davanti a una telecamera, ma scelgo di dimenticarlo per un po’ e così posso ridere, emozionarmi, perfino tremare per una scena drammatico o pericolosa.

Perché so che alla fine del film calerà il sipario e tornerò alla vita reale.

Allo stesso modo, posso dare spazio al mio Ego ogni tanto senza prendermi troppo sul serio. Posso viverlo, ma con leggerezza. Ed è proprio qui che nasce la vera libertà interiore, nella capacità di giocare con la vita, sapendo che è un passaggio impermanente.

Le persone davvero consapevole non sono pesanti, al contrario vivono con leggerezza, con ironia proprio perché sanno che nulla di ciò che accade va preso troppo sul serio.

Non a caso, spirituale e spiritoso hanno una stessa radice.

Un esempio è Jim Carrey, un attore comico straordinario, capace di far ridere milioni di persone. E allo stesso tempo è una guida spirituale che ha mostrato con chiarezza cosa significa trascendere il proprio Ego.

Ti ricordo che sono disponibile a effettuare consulenze psicologiche sia online che dal vivo e che è possibile partecipare a gruppi di evoluzione interiore qui nel mio studio a Roma Prati, prenotando tramite un messaggio whatsapp al numero 392 656 0624

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