Non pensiate di poter picchiare i bambini. Non pensate tantomeno di poter picchiare i vostri figli.

Sembra assurdo nel 2022 dover ripetere questo tipo di messaggi ma purtroppo ancora oggi sento moltissimi genitori dirsi convinti della bontà del cosiddetto scappellotto educativo o della sculacciata.

Ribadiamo che tutti gli studi sull’argomento sono concordi nell’affermare che tutti questi comportamenti, anche soltanto accennati o mimati, generano danni a breve e lungo termine nel sistema nervoso – quindi proprio nel corpo – e nella psiche del bambino.

Lo scappellotto educativo: effetti sulla psiche del bambino

Alcuni adulti sono convinti che se è il genitore a mettere in atto questo comportamento nei confronti del figlio allora la cosa quasi quasi può avere un senso.

Un senso educativo magari. O comunque può essere tollerabile.

In realtà è vero l’opposto.

Non dimentichiamo che dal punto di vista etologico l’essere umano è ovviamente un mammifero.

Ma voi lo avete mai visto un altro mammifero, non so una zebra prendere a zoccolate i propri piccoli o una gatta graffiare i propri cuccioli?

Dobbiamo comprendere che l’istinto ha programmato il cucciolo di essere umano a vedere, a considerare l’adulto, il genitore come la sua principale fonte di protezione.

Ma se colui che dovrebbe proteggerti è allo stesso tempo colui che ti mette paura e ti fa sentire in pericolo perché ti picchia, che cosa avviene?

Si crea un cortocircuito neuronale e psicologico, tale da generare i danni di cui abbiamo parlato prima.

Educazione, paura e violenza: l’esempio del genitore

Mi sembra particolarmente significativo aggiungere che con questo tipo di atteggiamento il genitore attraverso il suo stesso esempio trasmette il tremendo messaggio secondo il quale i momenti di crisi e difficoltà, i problemi vanno risolti attraverso la violenza.

E gli effetti di questo insegnamenti in termini di guerre e di sofferenze sono purtroppo a oggi davanti agli occhi di tutti.

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